Indonesia Halal 2026: nuove regole BPJPH per esportare

Esportare in Indonesia nel 2026 richiede più attenzione, più coordinamento e un livello di compliance più alto. La BPJPH, l’autorità indonesiana che gestisce il sistema di garanzia Halal, ha introdotto tre nuovi provvedimenti che incidono direttamente sull’accesso al mercato. 

Queste novità si inseriscono in un quadro già segnato da una scadenza chiave: il 17 ottobre 2026, termine del periodo transitorio previsto dal sistema indonesiano per le categorie soggette agli obblighi Halal. 

Regulation No. 2/2026: più chiaro il quadro delle sanzioni 

La Regulation 2/2026 non introduce un nuovo obbligo di certificazione, ma rende più concreto il rischio di enforcement. 

La norma disciplina le sanzioni amministrative applicabili in caso di violazioni del sistema Halal indonesiano. A seconda della gravità e della natura della non conformità, le conseguenze possono includere avvertimenti scritti, revoca del certificato o della registrazione, ritiro dei prodotti dal mercato e, nei casi previsti, distruzione dei beni. 

Per chi esporta, questo significa una cosa molto semplice: le nuove regole su etichettatura e spedizione non sono adempimenti formali, ma requisiti da gestire con precisione. 

Regulation No. 3/2026: l’etichetta Non-Halal diventa standardizzata 

Con la Regulation 3/2026, la BPJPH definisce in modo preciso come deve essere indicato un prodotto Non-Halal. 
Le casistiche principali sono due:  

  • Se il prodotto contiene carne suina o suoi derivati, deve riportare la dicitura MENGANDUNG BABI, accompagnata dall’immagine prevista dalla norma.
  • Se invece il prodotto è NON-HALAL per altri ingredienti vietati oppure per effetto del processo produttivo, deve riportare la dicitura NON HALAL, secondo il formato grafico stabilito. 

In entrambi i casi, l’indicazione deve essere visibile, leggibile e non facilmente rimovibile. 

Indonesia Halal 2026: nuove regole BPJPH per esportare - 1

Un punto da chiarire: un prodotto “in certificazione” non significa automaticamente Non-Halal 

Un prodotto ancora in fase di certificazione Halal non deve essere etichettato automaticamente come Non-Halal, se non vi sono elementi che lo rendano tale per composizione o processo. 

La norma, dunque, non crea una “certificazione Non-Halal”, ma disciplina soltanto il modo in cui deve essere dichiarato uno status realmente Non-Halal; la vera priorità è chiudere correttamente il percorso di certificazione entro i tempi richiesti. 

Il periodo transitorio  

La norma prevede un periodo transitorio di 12 mesi per l’adeguamento dell’etichettatura. 

Questa finestra, però, non va letta come una proroga generale dell’obbligo di certificazione Halal. Riguarda l’adeguamento dei prodotti già entrati in circolazione o già commercializzati prima dell’entrata in vigore del regolamento. 

Per questo è importante non confondere i piani: una cosa è l’adeguamento della label Non-Halal, un’altra è il rispetto della scadenza generale del sistema Halal. 

Regulation No. 4/2026: il cambio sulla spedizione 

La Regulation 4/2026 è, con ogni probabilità, il provvedimento più rilevante per le aziende estere. Introduce infatti la Pemastian Produk Halal pre-spedizione, cioè un controllo di conformità da completare prima della dichiarazione doganale di importazione. 

Il controllo non riguarda solo il certificato Halal o la registrazione estera. Verifica anche la coerenza dell’intera spedizione. Devono risultare allineati, per esempio: 

  • certificato o registrazione;
  • HS code; invoice e packing list;
  • SKU, batch o lotto;
  • quantità;
  • date e dati di produzione;
  • labeling applicato al prodotto;
  • condizioni di carico e tracciabilità. 

La verifica viene effettuata nel magazzino di carico, nel Paese di origine o di partenza, prima che la merce venga spedita. Se l’esito è positivo, viene rilasciato un LPPH elettronico, valido per una sola spedizione, che deve essere disponibile prima della fase di sdoganamento. 

Il prodotto non deve essere soltanto conforme: deve essere anche documentalmente coerente e logisticamente pronto. 

I prodotti ancora in fase di certificazione 

Uno dei rischi maggiori riguarda i prodotti per cui l’iter di certificazione non è ancora concluso. 
La domanda di certificazione non equivale al certificato o al numero di registrazione richiesti dal nuovo flusso di importazione. E, allo stesso tempo, questo ritardo non si risolve applicando un’etichetta Non-Halal in via provvisoria. 

Se la categoria di prodotto è già soggetta all’obbligo e la spedizione deve partire, il vero problema è che la merce potrebbe non essere import-ready. 

Cosa dovrebbero fare ora aziende, esportatori e importatori 

Chi esporta in Indonesia dovrebbe muoversi su quattro fronti: 

  1. Mappatura del prodotto: ingredienti, materiali e processo produttivo vanno verificati per capire se il prodotto sia certificabile Halal, realmente Non-Halal o ancora in fase di adeguamento.
  2. Verifica della documentazione: certificato, registrazione, codici prodotto, HS code, batch, invoice e packing list devono essere coerenti.
  3. Packaging e il labeling: devono riflettere correttamente lo status dichiarato del prodotto.
  4. Preparazione della spedizione: compreso il coordinamento con importatore e soggetti coinvolti nel controllo pre-spedizione.

Per le supply chain complesse, con più fornitori, più stabilimenti o più Paesi coinvolti, questo passaggio è ancora più delicato. Basta una disallineamento documentale o una tracciabilità incompleta per trasformare una spedizione conforme in una spedizione a rischio. 

Con la chiusura del periodo transitorio del 17 ottobre 2026 e l’entrata in applicazione del nuovo flusso pre-spedizione, rimandare le verifiche significa aumentare il rischio di ritardi, blocchi doganali e non conformità. 

Il supporto di Analytical 

Analytical supporta le aziende nella valutazione del perimetro applicabile e nella preparazione tecnica e documentale necessaria per l’accesso al mercato indonesiano. 

Il supporto può includere la verifica di ingredienti, materiali, processi e fornitori, l’analisi dello status del prodotto, il controllo della documentazione e del packaging, il supporto nel percorso di certificazione Halal e la preparazione del flusso operativo richiesto per la spedizione. 

Per una valutazione della vostra posizione rispetto al nuovo quadro BPJPH 2026, potete contattarci all’indirizzo halal.certification@analytical.it

 

Approfondimenti.

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