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Francia: nuove regole sui PFAS

Il 7 agosto 2025 il Ministero della Transizione Ecologica francese ha avviato due consultazioni pubbliche su altrettanti schemi di decreto volti a dare attuazione alla Legge n. 2025-188 del 27 febbraio 2025, nota come “Legge PFAS”.
Si tratta di un passaggio cruciale nella strategia nazionale di riduzione ed eliminazione delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), con ricadute dirette per diversi settori industriali e per l’intero mercato europeo.

Divieto di PFAS in prodotti di consumo

La legge prevede il divieto di produzione, importazione, esportazione e immissione sul mercato di determinati prodotti contenenti PFAS.
Il primo decreto attuativo ne precisa il campo di applicazione, introducendo:

  • Definizione di PFAS: conforme a quella OCSE (2021), cioè qualsiasi sostanza contenente almeno un gruppo –CF₂ o –CF₃ completamente fluorurato.

  • Categorie interessate: tessili, calzature, cosmetici, cere e prodotti impermeabilizzanti.

  • Soggetti coinvolti: produttori, importatori, distributori e rivenditori.

  • Soglie residue consentite:

    • 25 ppb per ogni PFAS misurabile con analisi mirata (esclusi i polimeri)

    • 250 ppb per la somma dei PFAS (inclusi precursori degradati)

    • 50 ppm per i PFAS polimerici
      Questi limiti sono allineati alle capacità analitiche attuali e potranno essere aggiornati in base a progressi scientifici e tecnici.

  • Esenzioni iniziali (dal 2026): dispositivi di protezione individuale (PPE) regolati dal Reg. (UE) 2016/425 e prodotti impermeabilizzanti destinati al mantenimento del PPE.

  • Esenzioni a lungo termine (dal 2030): tessili tecnici industriali, tessili medici e prodotti necessari per usi essenziali o legati alla sovranità nazionale, in assenza di alternative prive di PFAS.

 

Riduzione progressiva delle emissioni industriali

Il secondo decreto riguarda gli scarichi industriali contenenti PFAS.
Gli obiettivi fissati sono:

  • –70% delle emissioni (rispetto ai livelli 2023) entro il 27 febbraio 2028

  • Eliminazione totale degli scarichi contenenti PFAS entro febbraio 2030

Questa roadmap si basa su una campagna di monitoraggio del 2023 che ha mostrato la presenza di PFAS in circa metà dei siti industriali analizzati.

Il testo interviene per colmare le lacune della normativa francese, finora limitata al solo PFOS (25 µg/l nei reflui di ICPE autorizzate). Il nuovo schema, invece, prospetta un approccio più ampio che potrebbe riguardare tutti i siti industriali, compresi quelli non classificati come ICPE.

È inoltre previsto un meccanismo economico di disincentivo: una tassa di 100 € per ogni 100 grammi di PFAS scaricati nelle acque da impianti autorizzati (lista di sostanze soggette al prelievo da definire con apposito decreto).

 

Prospettive future

La Francia si posiziona tra i Paesi più rigorosi in Europa nella lotta ai PFAS, introducendo limiti severi per i prodotti di consumo e obiettivi concreti per la riduzione degli scarichi industriali.
Per le aziende, questo significa un rapido adeguamento ma anche un’opportunità di innovazione in chiave sostenibile.

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