News

Francia 2026: limiti PFAS per moda e cosmetici

Dal 1° gennaio 2026 la Francia rende operative nuove restrizioni sui PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) con impatto diretto su tessile/abbigliamento, calzature, cosmetici, oltre a scioline (fart) e agenti impermeabilizzanti per prodotti consumer. Il quadro nasce dalla legge n. 2025-188 del 27 febbraio 2025 ed è reso pienamente applicabile dal decreto n. 2025-1376 del 28 dicembre 2025, che introduce soglie misurabili, eccezioni e regole di gestione scorte.

Cosa viene vietato (e per chi è rilevante)

A partire dal 1° gennaio 2026 sono vietate in Francia fabbricazione, importazione, esportazione e immissione sul mercato (anche a titolo gratuito) di:

  • prodotti cosmetici contenenti PFAS;

  • prodotti di fart contenenti PFAS;

  • prodotti tessili d’abbigliamento, calzature e agenti impermeabilizzanti per abbigliamento e calzature destinati ai consumatori contenenti PFAS, con eccezioni per prodotti destinati a protezione e sicurezza (DPI e dotazioni specifiche).

Inoltre, la legge prevede che dal 1° gennaio 2030 il divieto si estenda a tutti i prodotti tessili (con eccezioni dedicate per usi essenziali, sovranità nazionale e tessili tecnici industriali, definiti da decreto). 

Il decreto “traduce” il divieto in soglie di conformità

Il punto chiave del decreto è l’introduzione della “valeur résiduelle” (valore residuo) oltre la quale scattano i divieti: in pratica, non basta dire “PFAS sì/no”, ma occorre verificare se i livelli superano determinate soglie, con approcci analitici diversi.

1) 25 ppb per la singola sostanza PFAS (analisi target; polimeri esclusi). Per ogni PFAS misurato tramite analisi mirata (target), escludendo i polimeri, il limite è 25 ppb. 

2) 250 ppb per la somma dei PFAS (target + eventuale degradazione dei precursori; polimeri esclusi). Per la somma dei PFAS, calcolata come somma delle analisi target e se del caso includendo una degradazione preliminare dei precursori, escludendo i polimeri, il limite è 250 ppb. 

3) 50 ppm includendo i polimeri (approccio “fluoro totale”). Per i PFAS includendo i polimeri, il limite è 50 ppm. Il decreto aggiunge un passaggio operativo molto rilevante: se la misura di fluoro totale supera 50 mg F/kg, l’operatore (fabbricante/importatore/esportatore/mettitore sul mercato) deve poter fornire, su richiesta delle autorità, una prova che il fluoro derivi da sostanze PFAS o non-PFAS. 

Tempistiche e gestione scorte: finestra di 12 mesi

Le disposizioni entrano in vigore il 1° gennaio 2026. Tuttavia, i prodotti nel perimetro del divieto fabbricati prima del 1° gennaio 2026 possono essere immessi sul mercato o esportati per un massimo di 12 mesi (poi la commercializzazione/esportazione diventa vietata). 

Esenzioni e riciclato post-consumo: il caso del 20%

Il decreto chiarisce le principali esenzioni per il 2026 (DPI e dotazioni dedicate) e introduce una previsione importante per la circolarità: tessili d’abbigliamento e calzature che incorporano almeno il 20% di materiale riciclato da rifiuti post-consumo possono rientrare in un regime di eccezione, in cui la presenza di PFAS nel prodotto finito è limitata alla frazione riciclata e la quantità residua ammissibile è proporzionale alla percentuale di riciclato incorporata. 

Impatti operativi lungo la filiera

Per chi esporta in Francia o produce per il mercato francese, la conformità PFAS diventa un requisito di accesso al mercato che richiede un approccio strutturato:

  • mappatura dei materiali/finissaggi a rischio (DWR, coating, membrane, trattamenti impermeabilizzanti, componenti accessorie);

  • piano test coerente con le tre logiche del decreto (target, somma con precursori, fluoro totale/polimero);

  • gestione stock e tracciabilità della data di fabbricazione (pre-2026 vs post-2026);

  • dossier tecnico per gestire casi “borderline” (es. fluoro totale > 50 mg F/kg) e per eventuali eccezioni (DPI, quota riciclata). 

Come impostare un piano PFAS conforme per il mercato francese

Se vendi o esporti in Francia (moda, calzature, DPI consumer, cosmetici) e vuoi ridurre il rischio di non conformità, blocchi di mercato o richiami, possiamo supportarti con:

  • definizione di un piano di verifica PFAS allineato alle soglie francesi,

  • test di laboratorio e interpretazione tecnica dei risultati,

  • supporto regolatorio e costruzione del pacchetto documentale per supply chain e controlli.

Contattaci per una valutazione rapida dei tuoi articoli destinati al mercato francese e per impostare un piano PFAS efficace per il 2026.

Approfondimenti.

CONTACT
US

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua enim ad minim veniam.
WordPress Appliance - Powered by TurnKey Linux